Loison … la dolce Vicenza

2015-06-16 15.12.23Dal 1938 a Vicenza esiste un’azienda di pasticceri di altissima qualità e che ancora oggi detta i ritmi di quello che è innovaizone nel campo dell’uso e consumo del panettone.

Dario Loison ora alla guida dell’azienda mi accoglie con una poderosa stretta di mano, una stretta che parla dei valori che dopo poco mi passerà mostrandomi le varie aree di questa formidabile “Pasticceria”.

Mentre entro nell’antro dei miracoli vieni avvolto da profumi incredibili di vaniglia, agrumi mandorle tostate, un paradiso che subito ti fa andare in cerca con gli occhi di sua maestà il panettone, che è il Re incontrastato della produzione assieme a Colombe, biscotti al burro e tutto quanto potete immaginare.

Fino a qui sembrerebbe tutto normale se non fosse che Dario si sofferma nell’area materie prime dove scopro la vera “potenza” di fuoco dell’azienda.

Le materie prime utilizzate sono tutte di altissima qualità e per ognuna si potrebbe scriverne una storia, che magistralmente si scrivono e si condensano nelle ricette che Dario custodisce con tanta passione.

La lungimiranza di Dario Loison è quella di fondere il suo prodotto con azioni di cobranding mirato che porta il prodotto ad un livello di utilizzo che tocca tutti i campi del gusto entrando dalla pasticceria fino alla cucina di grande qualità dove Chef innovativi e conosciutissimi si cimentano nell’utilizzo del panettone inserendolo in ricette prelibatissime.2015-06-16 15.22.25

La particolarità di questa azienda simbolo di Vicenza è data anche dall’innovazione del packaging il cui merito va alla moglie di Dario, la signora Sonia, vero e proprio motore nell’accrescere il valore delle opere di pasticceria che si sfornano, grazie al suo gusto e alla sua ricerca nel campo del design.

Non si può uscire dall’azienda senza aver visitato l’interessante Loison Museum, raccolta di impastatrici e attrezzature da pasticceria del secolo scorso.

Come sempre è davvero incredibile scoprire tanta ricchezza sotto casa … aziende che hanno tanto da insegnare e da dare a tutti i giovani e non, che hanno voglia di imparare come si fa azienda e come si fa a farla produrre per così tanto tempo.

Ci vuole … dolcezza!!!

100 Orti in città

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100 Orti a Vicenza

 

Quando meno te lo aspetti incontri persone speciali che fanno cose speciali a pochi metri da casa tua. Il mondo è pieno di queste meravigliose realtà, ma spesso si pensa ad altro o addirittura si pensa non possano neppure esistere.

Di cosa sto parlando?

Sto parlando di un “modello di business” assolutamente interessante e innovativo. Parlare di  innovazione riferendosi all’agricoltura e orticultura potrebbe far sembra tutto molto strano, oppure potrebbe far andare il pensiero a nuovi sistemi d’inseminazione o di raccolta, in verità nulla di tutto questo, anche  se l’approccio biodinamico utilizzato per la gestione delle colture è assolutamente innovativo e soprattutto rispettoso del terreno, dell’ambiente in generale e anche degli insetti che popolano l’orto.

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Chiara Centofanti

Chiara Centofanti mi accoglie in questa meravigliosa location a un passo dalla città e sembra di entrare in un mondo “nuovo” dove il tempo assume la sua vera connotazione, in termini di stagionalità, entro nella primavera inoltrata e nei colori e nei prodotti della terra … affascinante, perchè è stato come varcare le porte di Narnia.

Chiara è un’agronoma che a un certo punto ha scelto di “creare” impresa, pensando a come far fruttare due ettari di terreno di famiglia sui quali esisteva solo granuturco e la “visione” circa cinque anni fa l’ha portata a creare il progetto 100 orti.

Cosa c’è di straordinario in questa attività? Non solo il fatto che sia un orto con una varietà incredibile di prodotti e con un’attenzione particolare alla biodiversità, ma più  semplicemente perchè i prodotti raccolti, attraverso una forma di associazionismo creata ad hoc, finiscano ogni giorno in tavola freschissimi e a kilometro zero, come oggi si usa dire, accorciando incredibilmente la filiera, ma soprattutto salvaguardando la qualità del prodotto stesso.

Le persone “appassionate” alla qualità e a prodotti ricercati da mettere in tavola, si abbonano, e la spesa arriva loro direttamente a casa. Trovo sia geniale nella sua semplicità.

Oppure opzione “B” se vuoi prenderti un tempo per te, vai direttamente in 100 Orti a prenderti i prodotti già preparati e ti fai un giro per le serre e per gli orti curati a vedere le zucchine, le rape, i fagiolini o quello che la stagionalità ti offre, e che poi ti mangerai sulla tua tavola. Prevenzione dello stress quotidiano allo stato puro.

Le idee mixate con la passione e il lavoro producono risultati molto interessanti … un po’ come la cura dell’orto, che poi sicuramente ti darà frutti di cui godere.

Vimar, l’azienda che tutti abbiamo accarezzato

Screenshot 2015-04-01 08.15.38A Marostica puoi trovare cose che non ti aspetti di trovare, esistono aziende storiche e di grande impatto emotivo per quello che hanno fatto negli anni, ma soprattutto per quello che producono con continua innovazione, davvero una sorpresa continua.

Oggi sono stato in visita amichevole alla Vimar che dal 1945 produce qualità in un mondo che tutti tocchiamo. Insieme all’A.D. abbiamo visitato l’impianto produttivo, un’esperienza davvero notevole che mi ha accompagnato dall’ingresso nella hall, che assomiglia tanto ad un albergo 5 stelle, fino ai reparti dove scopri ciò che non ti aspetti.

Spine, cover, pulsanti, relè, stampi che scorrono su linee di produzione gestite da bracci robotici e persone sorridenti, tanta luce e pulizia, che subito non ti fanno rendere conto di essere in una fabbrica che credo tutti, come vi ho anticipatarticle_20131113115329000000o prima, almeno una volta nella vita abbiamo “toccato”.

Certo sicuramente almeno una volta avremo toccato un prodotto Vimar, mentre inserivamo una spina elettrica o accendevamo un interruttore, avremo sicuramente fatto quel gesto dando sicuramente per scontato che invece dietro a quel prodotto, in verità, ci potesse essere una ricerca continua e un “amore” profuso in ogni linea di produzione.

Dentro “mamma” Vimar quei prodotti sembrano tanti pezzi di cuore, vista l’attenzione e la cura del dettaglio che viene ogni giorno messa in campo.

La Vimar è carica di storia e le linee di produzione autoprodotte ne fanno una fabbrica a filiera corta che può gestire in modo intelligente e oculato gli sbalzi e le accelerazioni del mercato, attivando nuovi prodotti senza il bisogno di chiedere nulla in outsourcing.

Cosa molto interessante, inoltre, il reparto ricerca e sviluppo che è in continuo fermento per operare innovazione o creare nuovi brevetti per un mercato in continua espanzione. Prima della visita, così come mi è successo diverse altre volte nelle mie visite, non mi rendevo conto di come si costruissero prese elettriche e interruttori, anzi la verità è che non immaginavo nulla di simile e che oggi mi sembrerebbe riduttivo chiamare quei prodotti prese elettriche o inerruttori.

Oggi li chiamerei “ausili per la gestione elettrica e del tuo benessere in casa”

Buona vita amici, impariamo a guardarci intorno perchè la realtà che ci circonda è più bella di quella che sembra.

La ceramica di Nove … la famiglia Facchinello

11023973_10205377117140207_6393634710735734453_nCamminando per Nove vedi ovunque quanto la ceramica e i suoi artisti siano stati linfa vitale per il territorio, ma purtroppo oggi la realtà è un’altra, dai fasti alle rovine in meno di 15 anni. Il comparto è passato da 150 aziende attive a solo 10 esistenti e operanti oggi sul territorio.

L’azienda Facchinello è una di quelle che ancora resiste e cerca di non far morire l’arte della ceramica che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Negli anni sono successe due cose, la logica del “prezzo” che ha abbattuto il mercato e la qualità e le invidie tra aziende, che hanno fatto si, che un’eccellenza anzichè fare massa critica per attaccare il mondo, si è disgregata sotto i colpi della più becera competizione … una lotta fra “fratelli” d’arte.

Entro in azienda Facchinello accompagnato dal figlio Beppe, artista bravissimo che sta facendo il salto di categoria nel gotha dei ceramisti d’arte, e mentre cammini tra ceramiche in bilico e vasi da dipingere, scopri l’energia e l’amore che il Maestro Facchinello (il papà) ha per la materia prima, mostrandocela come si mostrano le cose preziose e uniche.

2015-03-06 11.16.58Mi mostra il ciclo della ceramica dove non esistono scarti, perchè tutto è riciclabile, e mi mostra come sapienti mani creino ancora opere d’arte uniche e irripetibili a cui facciamo sempre più fatica a dare il “valore” che meritano.

Mi sento riempito di tanta gratitudine per questi artigiani che lottano con i denti e forse hanno solo bisogno di qualcuno che li aiuti e creda che le cose possono cambiare e tornare agli antichi fasti. I cinesi non potranno mai fare le cose come le fanno il maestro Facchinello e i suoi figli, non potranno mai trasferire i valori che la terra di Nove da sempre ha coltivato.

Occorre rigenerare un modello di business, troppo vecchio per reggersi ancora, e forse tramite qualche intervento di marketing e attraverso il giusto sviluppo di canali nuovi per farsi conoscere, vedremo rifiorire questa arte e forse vedremo le aziende che ora resistono, diventare nuovi pionieri di una rinascita … queste realtà non devono e non possiamo farle morire, ognuno di noi perderebbe un pezzo di se stesso.

Viva il nostro artigianato artistico, viva la famiglia Facchinello

Energitismo

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Energitismo founder Claudia Belliol Gavin Tulloch e Marco Zamboni

Che bello il mondo di Energitismo, dove il piccolo ha valore e visibilità e dove la salvaguardia dei valori prende un suo spazio nel mondo della globalizzazione, un mondo dove si scoprono i “valori umani e dell’artigianato”.

Un luogo dove la manifattura esce dalle logiche 2.0 per tornare alla storia e agli albori dove davvero albergano i valori della persona e del territorio di appartenenza.

Il progetto è portato avanti da un gruppo di “visionari” che credono nella territorialità, senza i limiti della territorialità e guardano al “piccolo” usando gli strumenti dei “grandi” per fare in modo che anche il piccolo artigiano possa avere un palcoscenico che vada oltre la “territorialità” e il campanile.

Il presidente Claudia Bettiol è una donna energica e carica di passione con una cultura accademica nel campo delle scienze geopolitiche e con una conoscenza enorme di tutto quando sia rappresentativo di un territorio, che possa essere difeso e condiviso su scala globale, ma con la particolarità di non poter essere copiato.

Una delle ultime azioni incredibili di questo gruppo passa attraverso l’impegno profuso per la rinascita della filiera della seta, e grazie a partnership di spessore e ad un progetto lungimirante ci sono riusciti, riattivando macchine che altrimenti sarebbero andate perdute.

Il progetto ha fatto partire una produzione di seta di alta qualità che ha trovato nell’azienda D’Orica un partner per lo sviluppo e l’unione di due materiali impareggiabili come seta e oro.

Non a caso in questa ultima Vicenzaoro sono stati presentati gioielli di seta e oro che faranno parlare dell’artigianato locale, abbattendo il problema dell’Italian sounding, in quanto assolutamente non copiabili, perchè la storia o si ha o non la si può inventare, come tentano di fare in molti inventandosi un Valore che solo noi possiamo vantare, il valore dell’Italian Style.

Aziende sportive … BodyFly

MG_3173-2220x800Il variegato mondo dello sport non è fatto solo di attività e prestazioni ma anche di aziende e modelli di business molto interessanti e l’azienda BodyFly, marchio registrato è una di quelle.

La particolarità del modello di business è che è in continuo movimento lavorando, nei settori riconosciuti dal Business Model Canvas, nell’area dei Partner e in quella dei Client.

Detta così per chi non conosce come funzioni un Business Model Canvas sembrerà arduo, ma l’idea portata avanti da Gennaro Setola, presenter internazionale laureato in Economia e Commercio (e non è un caso) rappresenta un modello scalabile che lavora su proposte olistiche innovative e di grande qualità.

Dov’è l’innovazione? E’ tutta nella proposta e nel servizio supportato da un grande impianto formativo agli istruttori che portano e attivano le proposte commerciali/sportive nei vari centri che scelgono di rappresentare un punto di riferimento per lo sviluppo del corpo e della persona.

Gennaro è persona capace ancor prima di essere il “personaggio” carismatico che è diventato e fa della sua enorme intelligenza emotiva un plus in ogni sua azione.

Il brand sta prendendo piede in tutta Italia ma sta come si conviene alle grandi aziende, puntando dritto al mercato estero oltre atlantico, dove l’attenzione alla proposta olistica di livello è sicuramente molto apprezzata.

Non esiste solo un modello di business che si regge sulla formazione e sulla comunicazione ma bensì anche su un lungimirante impianto di Ricerca e Sviluppo per gli attrezzi creati dalla fantasia del leader di BodyFly.

Quindi BodyFly oltre ad essere una disciplina è anche un contenitore di proposte sempre nuove che attivano idee commerciali e attrezzature “natural easy use” che vanno dalla Flyboard al Bastone di bamboo per eseguire a terra e in acqua tutti quegli esercizi “core stability” che servono per passare attraverso ad un mercato sempre più ripetitivo e povero di idee di qualità.

Progetto MoveTheLimit

biznisman_podnikatelIl progetto MoveTheLimit prende forma quando durante una corsa in solitaria ho incominciato a pensare quanto dell’esperienza sportiva di coach ho trasferito in azienda. Concetti molto semplici che attraverso la metafora sportiva hanno assunto grande rilevanza e importanza nei gruppi di lavoro aziendali con i quali ho collaborato e che li ha applicati. Viceversa l’importanza della metafora aziendale ha colto nel segno quando è entrata in contatto con gli sportivi bisognosi di “gestire” un metodo per fare, che esulasse solo dall’applicazione in allenamento, ma che li aiutasse anche fuori dall’elemento sportivo.

MoveTheLimit quindi si occupa di accompagnare aziende e sportivi nel loro viaggio verso i traguardi sperati.

Uno degli elementi che uniscono le due parti saranno le “serate con il campione” che saranno seguite dalle “serate con l’imprenditore” dove verranno trattate le tematiche MoveTheLimit e dove si svilupperà il confronto fra realtà così diverse ma così unite. Molti atleti sanno allenarsi ma non sanno garreggiare e di contrasto molte aziende sanno garreggiare ma non sanno allenarsi. Per fortuna c’è MoveTheLimit